Il packaging commestibile è la rivoluzione che ci dobbiamo aspettare quest’anno in sempre più prodotti: un esempio sono le bevande monodose in capsule o POD, distribuite, per esempio, alla maratona di Londra del 2019, tutte confezionate con la pellicola Ooho a base di alghe, progettate da un’azienda londinese.

Questa tipologia di capsule hanno sostituito le migliaia di bicchieri e bottiglie in plastica che costellavano il percorso della gara per giorni. 

Ma le capsule sono solo uno dei prodotti, tra cui per esempio le cannucce e i bicchieri, realizzati con alghe, zuccheri, amidi di patate, scarti alimentari o proteine del latte. 

Questi materiali che stanno caratterizzando il packaging alimentare e il suo design, sono più performanti e hanno maggiori prestazioni delle bioplastiche, che ovviamente non sono commestibili.

Stanno nascendo, e avendo successo, molte aziende che stanno lavorando per implementare e migliorare il biopackaging, ad esempio una realtà indonesiana che lavora a involucri per hamburger, su bustine di condimento dei noodles istantanei e sacchetti per caffè. Il fatto che si tratti di un’azienda del secondo paese al mondo per la produzione di rifiuti plastici è particolarmente significativo, anche perchè l’utilizzo di prodotti locali come le alghe, potrebbe dare all’economia locale un forte impulso.

I ricercatori dello US Department of Agricolture stanno studiando anche le proteine del latte, che, una volta recuperate dall’industria casearia, dopo essere state opportunamente lavorate, rappresentano una materia prima ottimale per il biopackaging.

Rimangono alcune oggettive difficoltà tecniche per l’utilizzo del packaging commestibile come la suscettibilità all’umidità che potrebbe complicare il trasporto e l’immagazzinamento di alcuni materiali e anche il contatto con certi alimenti. Però le miscele che fanno da base per queste innovazioni offrono una resistenza all’ossigeno 500 volte superiore a quelle dei plastificati tradizionali.

Sicuramente questi tipi di applicazioni sono il futuro, nell’ambito del packaging, e proprio in questo settore gli impianti e le centraline oleodinamiche di DELTA2 Oleodinamica trovano largamente impiego.

DELTA2 Oleodinamica è attiva da oltre 30 anni nel campo dell’impiantistica oleodinamica e per il settore del packaging offre un’ampia gamma di prodotti. DELTA2 Oleodinamica pone un’attenzione particolare anche alle tematiche relative all’economia circolare e alla sostenibilità delle operazioni di produzione.

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