Con la campagna “L’Italia che rinnova” promossa da Aiel (Associazione italiana energie agroforestali) e Legambiente, l’obiettivo è quello di sensibilizzare sempre più sul tema dell’energia del legno, una delle fonti più antiche di sempre e, al contempo, di valorizzare il patrimonio boschivo italiano.

I dati dimostrano come in Italia e in Europa la superficie boschiva sia, fortunatamente, in aumento, anche a causa dell’abbandono delle campagne; infatti dal 2005 al 2015 i boschi sono aumentati del 5%, fino a 10,9 milioni di ettari.

Inoltre negli ultimi 50 anni la superficie boschiva dell’italia è raddoppiata, crescendo di 1.000 metri cubi al minuto.

Anche se nel nostro paese si abbattono generalmente pochi alberi, le biomasse legnose rappresentano la prima fonte di energia rinnovabile in Italia (il 34%), seguite dall’idroelettrico, le pompe di calore, il fotovoltaico e l’eolico.

L’energia del riscaldamento copre il 21% dei consumi, con una diffusione di circa 10 milioni di stufe e caldaie, contro il 51% di diffusione di metano.

Le emissioni di CO2 derivate dall’energia del legno sono un decimo di quelle dal metano. La critica principale da parte degli ambientalisti nei confronti delle stufe a legna riguarda la produzione di molte polveri sottili, ritenute estremamente dannose per la salute. Ma la sostenibilità del legno dipenderebbe dal fatto che la CO2 prodotta dal processo di combustione è riequilibrata dal quella che è stata assorbita dall’albero nel corso delle sua vita.

Inoltre la gestione dei boschi in Italia è regolata per essere sostenibile: la sostenibilità ambientale è uno strumento di politica energetica, ambientale e di sviluppo socio-economico locale con importanti ricadute positive sulla sempre più opportuna gestione del territorio.

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